Don’t go” è un thriller che avrebbe del potenziale, vuoi per l’ambientazione isolazionista irlandese, vuoi per l’ambiguità tra la possibile soluzione e la fragile psiche del protagonista. L’idea sa però di “già visto” e il finale, per quanto ad alto tasso emozionale, presenta fastidiosi buchi narrativi e porge il fianco a una pseudo-razionalizzazione piuttosto evanescente, con trovate al limite del nonsense.

RSVP: “Primer“, “41“.
Voto: 5.
Test di Bechdel: positivo.

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