Reitman si trasforma in Solondz 2.0, adattando per il cinema il romanzo di Kultgen, e propone un’invettiva sul flagello sociale del nuovo millennio, ovvero Internet. Incomunicabilità, inerzia, surrogati, disvalori, egoismo, egocentrismo e incomprensioni: non manca nulla all’appello. Peccato che ci siano già stati altri film così e questo ne penalizza l’originalità.

RSVP: “Disconnect“, “American Beauty“.

Voto: 7,5. Men, women & children

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