Roma” è un film che parla del passato con il linguaggio del passato, e la memoria dello spettatore va subito ai capolavori del neorealismo italiano e del minimalismo europeo, complice anche un felicissimo bianco e nero estetizzante e avvolgente. Proprio come in certi film d’essai d’altri tempi non bisogna aspettarsi né il ritmo, né la suspense, né tantomeno il twist narrativo: qui tutto è lineare, pulito e nostalgico, diventando -specialmente nel finale- un monumentale inno alla femminilità salvifica.

RSVP: “Au hasard Balthazar“, “Frantz“.
Voto: 8.
Test di Bechdel: positivo.

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