SWEET VIRGINIA (2017)

Nonostante il titolo, in “Sweet Virginia” c’è ben poco di dolce: tutti i personaggi hanno qualcosa di torbido nel loro passato e non ce n’è uno che sia riuscito a realizzarsi completamente in qualche modo. L’intreccio è quindi quanto mai cupo e pieno di desolazione, con un perenne -e invero piacevole- senso di tragedia imminente. Alla fine, i migliori indie-thriller sono sempre quelli che ricordano semplici -si fa per dire…- casi di cronaca.

RSVP: “Niente cambia, tutto cambia“, “Sugar Mountain“.
Voto: 6/7.
Test di Bechdel: positivo.

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