Intervista a Valerie Le Roy, Premio Artemisia 2017

VALERY LEROY - LE GRAN BAIN || EFF 2017

Con il suo corto ha conquistato la giuria dell’Ennesimo Premio Artemisia che l’ha premiato per la forza del messaggio espresso dalla protagonista, nonché regista Valerie le Roy.

Quando è iniziata la tua passione per il cinema?
Da bambina, grazie a mio padre che mi ha fatto vedere molti film “vecchi”. Tra tutti 2 di questi hanno avuto un ruolo importante per me: I 400 colpi di François Truffaut e Susanna di Howard Hawks. Dopo aver visto questo film, ho deciso che sarei voluta diventare Katherine Hepburn.

 

Quanto è stato difficile inseguire questo sogno?
La mia famiglia si è trasferita a Parigi quando avevo 16 anni, così nella mia testa è diventato più semplice immaginarmi un’attrice. Anche se non ne avevo parlato con nessuno. Ho seguito il mio percorso, ho trovato un agente e ho cominciato a recitare soprattutto per cortometraggi e serie tv. Ma i miei genitori volevano che finissi i miei studi. Sono stata combattuta tra lo studio e la recitazione, e ho avuto qualche difficoltà. In quel momento ho realizzato che recitare non era abbastanza, e che per realizzarmi, avrei dovuto anche scrivere e dirigere. Diciamo che ho sempre creduto che la chiave fosse la fiducia in se stessi. E questo è ancora uno dei più grandi conflitti interiori per me!

VALERY LEROY - LE GRAN BAIN || EFF 2017

Dove hai trovato l’ispirazione per “Le grand bain”?
Ho visto una fotografia in bianco e nero di alcuni bambini che facevano finta di nuotare nel giardino di una scuola. E l’insegnante li guardava con serietà. L’ho trovato divertente e toccante al tempo stesso e ho pensato che poteva essere il punto di partenza per una nuova storia. E sarebbe stato ancora più interessante se gli allievi di nuoto fosse stati degli adulti.

 

Quando hai iniziato a lavorare al progetto ti aspettavi il successo e i tanti premi che poi sono arrivati?
Assolutamente no. questo film è stato realizzato in un contest specific per un contest di sceneggiature organizzato dalla Società francese per case a basso reddito. Ogni anno scelgono 3 copioni e li premiano con 5000 euro per girare il film. Il mio è stato il 4 film selezionato e ho avuto la possibilità di cimentarmi come regista. Mi hanno chiamato a marzo, chiedendomi di fare il film in 2 mesi, post production inclusa. Mi sembrava una missione impossibile, ma non volevo perdere quell’opportunità così ho accettato. Il mio primo obiettivo era finire il film in tempo. E ora sono così contenta che questa pellicola possa andare in giro per il mondo!

 

Con questo film, hai voluto mostrare che le donne hanno la forza di essere forti ed indipendenti. Pensi che analizzerai ancora questo aspetto nei tuoi progetti futuri?
Lo scorso novembre ho girato un altro corto sulle donne delle pulizie di un traghetto e il loro diritto al rispetto e alla dignità personale. Quindi credo che l’empowerement delle donne sia qualcosa che davvero mi motiva. Ma più in generale il vivere insieme e le diversità sociali sono tematiche che mi preoccupano e alle quali mi sento legata.

 

VALERIE LE ROY RINGRAZIA LA GIURIA CHE LE HA ASSEGNATO IL PREMIO ARTEMISIA