Se Dario Argento fosse rimasto fedele a se stesso, oggi avrebbe girato film come questo, nel bene e nel male: inquadrature sbilenche ma mai banali, recitazione spiritosa ma dozzinale, sangue a fiumi e nero, tanto nero dappertutto. C’è perfino il doppio colpevole finale e la musica di sottofondo ipnotica!

RSVP: “4 mosche di velluto grigio”, “Non ho sonno”.

Voto: 6,5.

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