Horror estetizzante che è, in realtà, un preambolo catartico al finale tristemente autobiografico. Maledettamente ben scritto, è penalizzato dalla scelta del solito pessimo supporto digitale: l’avesse girato Tim Burton si griderebbe al capolavoro.

RSVP: “Il seme della follia”, “The Addiction”.

Voto: 7.

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